Le mie competenze derivano non solo dallo studio ma anche dall’approccio sperimentale alla materia. Conoscere la scrittura infatti significa non solo approfondire le conoscenze che ci sono state trasmesse, ma anche verificarle e farle progredire scientificamente. Ciò è possibile solo attraverso l’approccio empirico, impegnandosi a fare ricerca in questo ambito in cui si rischiano i danni dell’ipse dixit.

Questione annosa quanto la storia della grafologia, oggi la ricerca sulla scrittura riceve nuovo slancio dalla tecnologia, che ci permette di registrare movimento scrittorio nella sua oggettività. Come già i padri della grafologia avevano cercato di fare.

Studio la scrittura attraverso hardware e tools specifici, quali ad esempio Movalyzer (software finanziato dal National Institutes of Health degli Stati Uniti) e altri software dedicati. Questo mi permette di apprezzare le componenti misurabili del movimento scrittorio e di utilizzarle per ricostruire e analizzare il gesto grafico.

In ambito giudiziario supporto la ricerca e le attività degli esperti in ambito grafobiometrico (www.grafobiometristi.it).