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Le lettere d’amore di Hemma Hauck

Emma Hauck (1878-1920) è una giovane donna polacca che nel 1909, all’età di 30 anni, subisce una serie di ricoveri per schizofrenia. Viene definitivamente internata nell’ospedale psichiatrico di Heidelberg, dove morirà nel 1920 senza essere mai più tornata a casa.

Nella clinica psichiatrica di Heidelberg, Hemma incomincia a scrivere un gran numero di lettere, che indirizza al marito Michael Hauck con il quale ha 2 figli.

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Emma Hauck – Lettera al marito “Amore, vieni” 1909, Prinzhorn Collection [1]

 

In queste lettere le frasi riempiono tutto il foglio, sovrapponendo parole su parole in modo ossessivo, riducendo ogni respiro fino a creare una campitura di grafite e inchiostro di difficile lettura.

In alcune lettere è possibile decifrare la ripetizione di singole parole (“Kommen, kommen, kommen” = “vieni, vieni, vieni” in polacco) e brevi frasi (“Herzensschatzi komm” = “Amore, vieni”) che Hemma scrive al marito.

Queste lettere oscure e struggenti non furono mai spedite, e interrogano ancora una volta sulla storia della psichiatria e delle sue brutture, quando gli ospedali diventavano luoghi di confinamento forzato per gli “alienati mentali”.

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Hemma Hauck – Lettera al marito, 1909, Prinzhorn Collection [2]

 

Le lettere di Hemma Hauck fanno parte della Prinzhorn Collection, dal nome dello psichiatra Hans Prinzhorn (1886-1933) che negli anni ’20 del 900 cominciò a raccogliere le creazioni artistiche dei malati mentali della clinica di Heidelberg e di altri ospedali psichiatrici. Prinzhorn, medico poliedrico appassionato anche di arte, fu tra i primi ad interessarsi del legame tra malattia mentale e arte. L’arte “fatta dai matti” diventerà poi nel tempo un ambito di studio e di produzione culturale declinata in vari modi (cfr. art brut, arteterapia, etc).

Nel 1922, Hans Prinzhorn pubblica Bildnerei der Geisteskranken: ein Beitrag zur Psychologie und Psychopathologie der Gestaltung (1922) [3]. In questo libro egli raccontata le sue ricerche sull’arte dei malati mentali, riportando all’interno anche alcune lettere di Hemma Hauck.

1. immagine tratta da Susan Morris

2. immagine tratta da Prinzhorn Collection

3. Il libro è interamente digitalizzato in alta qualità e liberamente scaricabile dal sito della biblioteca dell’Università di Heidelberg. La traduzione in inglese è Artistry of the mentally ill: a contribution to the psychology and psychopathology of configuration, 1995. Ne esiste anche la traduzione italiana: L’ arte dei folli. L’attività plastica dei malati mentali, Mimesis, 2011.

  • Grazie dell’articolo, volevo chiedere se l’edizione italiana della Mimesis ”L’arte dei folli”, comprende solo il testo od anche le immagini di quella tedesca ”Bildnerei der Geisteskranken”.

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