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La tecnologia nella conoscenza della scrittura

Alfred Binet (1857-1911) è uno psicologo francese che ha dato un importante contributo anche alla grafologia. Nelle sue ricerche si avvalse di strumenti molto innovativi per l’epoca, come racconta un interessante articolo [1].
Binet collaborò infatti con i costruttori di strumenti scientifici che c’erano a quel tempo, per creare strumenti di rilevazione con cui condurre esperimenti nel suo laboratorio di Psicologia Fisiologica all’Università Sorbona di Parigi. Molti di questi studi coinvolgono direttamente la scrittura, studiata con strumentazione futuristica per l’epoca.
Oggi le ricerche di Binet sono considerate come qualcosa di acquisito e sulle leggi grafiche che formulò continuiamo a costruire il nostro sapere e a fare perizie grafiche. Ma non sono leggi nate nei testi di grafologia giudiziaria: vengono dalla curiosità di uno scienziato che unì l’interesse per la grafologia alle possibilità tecnologiche del suo tempo. Impazzirebbe, se potesse vedere come sarebbe possibile condurre questa ricerca con la strumentazione di oggi:

Binet, A., & Courtier, J. (1893). Sur la vitesse des mouvements graphiques (sulla velocità dei movimenti grafici). Revue Philosophique, 35, 644-671

[1] Nicolas, S. (2016). The Importance Of Instrument Makers For The Development Of Experimental Psychology: The Case Of Alfred Binet At The Sorbonne Laboratory. Journal Of The History Of The Behavioral Sciences.

 

 

 

 

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